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Come misurare la saturazione dell’ossigeno

Come avrai avuto modo di leggere e sentire ormai ovunque nell’ultimo periodo, la valutazione della funzionalità polmonare passa anche attraverso l’uso di un piccolo strumento facilmente gestibile anche in autonomia nelle proprie case, il saturimetro. Questa piccola clip che si mette al dito (oppure al lobo dell’orecchio) è in grado, infatti, di valutare la percentuale di saturazione dell’emoglobina, la proteina deputata al trasporto dell’ossigeno nel torrente circolatorio verso organi e tessuti.

Ma hai idea di come si misuri nella pratica la saturazione dell’ossigeno? Come funziona il saturimetro? Ma soprattutto, quali sono i valori normali di saturazione e quelli invece che dovrebbero metterci in allarme? Considerata l’importanza che questa metodica di rilevazione ha assunto nell’ultimo periodo pandemico, ho pensato che valesse la pena dedicarvi un approfondimento. Prima di entrare nel merito dell’argomento, però, ritengo necessari almeno due disclaimer: il primo è relativo alle mie competenze, poiché, come sono solito scrivere quando tratto argomenti che esulano parzialmente dal mio campo di lavoro, è fondamentale che tu legga i paragrafi a seguire con senso critico; non sono un medico e non posso sostituirmi in alcun modo ai tuoi professionisti di fiducia. Ciò che seguirà è dunque una sintesi di ciò che ho studiato – in autonomia – e che ho piacere di riportare ai miei lettori. La seconda fondamentale raccomandazione in tempo di Covid riguarda invece l’interpretazione e la gestione dei dati che otterrai effettuando una misurazione domiciliare della saturazione di ossigeno. Laddove il pulsossimetro (o saturimetro) ti restituisse un dato che si discosta dalla norma, prima di allarmarti, dovrai seguire i consigli che ho inserito in uno dei capitoli della guida, ma soprattutto contattare il tuo medico di medicina generale, che ti aiuterà ad interpretare correttamente le misurazioni.

Indice

Cosa si intende per saturazione di ossigeno nel sangue

saturazione rappresentazione di un soffio con molecole

Volendo semplificare, come accennato, la proteina denominata “emoglobina” (Hb) ha il compito di trasportare l’ossigeno ad organi e tessuti, e la percentuale di emoglobina legata effettivamente all’ossigeno (e quindi in grado di trasportarlo e cederlo in periferia) coincide proprio con la “saturazione”. Insomma, la saturazione emoglobinica riferisce la quantità percentuale dell’emoglobina totale che abbia effettivamente legato l’ossigeno.

Ti stai chiedendo quando e come avvenga il legame dell’ossigeno all’emoglobina? Ebbene, hai centrato un punto chiave perché – effettivamente – l’emoglobina contenuta nei globuli rossi si carica di ossigeno nei polmoni (grazie agli scambi respiratori e alla sottile barriera aria-sangue che si ritrova a livello alveolare). Va da sé quindi che una riduzione o una perdita di funzione polmonare (come quella prodotta dal coronavirus) metteranno in grave pericolo tutto l’organismo, che non potrà più giovarsi dell’ossigeno trasportato dall’emoglobina contenuta nei globuli rossi.

Cos’è un saturimetro

saturimetro da dito misurazione

A questo punto ti starai chiedendo come potrebbe venirci in aiuto uno strumento tanto piccolo quale è un saturimetro. Ebbene, il saturimetro (o pulsossimetro) sfrutta dei principi ottici per effettuare una valutazione rapida e non invasiva della saturazione arteriosa periferica, in modo da consentirci di interpretare un sintomo o – più in generale – di monitorare il nostro stato di ossigenazione.

Ti sarà già capitato di notare tale strumento: è quella piccola clip che si vede molto spesso attaccata all’indice di una mano, oppure al lobo di un orecchio, di pazienti ricoverati. In queste localizzazioni corporee, la circolazione arteriosa è particolarmente abbondante e superficiale, il che facilita il funzionamento del saturimetro che, tramite principi ottici (precisamente quelli della fotopletismografia), è in grado di distinguere l’ossiemoglobina dall’emoglobina non legata ad ossigeno e trarne percentuali valide per lo studio dello stato di ossigenazione dei nostri tessuti periferici.

Come funziona un saturimetro

misurare saturazione ossigeno saturimetro da dito

Non voglio tediarti più del dovuto con particolari tecnici, ma ritengo utile conoscere le basi del funzionamento del pulsossimetro anche per darti le nozioni necessarie ad evitare banali errori cui potresti incorrere durante la misurazione della tua saturazione.

Come ti ho anticipato qualche riga più in su, per il suo funzionamento, il saturimetro sfrutta dei principi ottici. In particolare, la sua struttura è composta da una sonda dotata di due diodi fotoemittenti su un braccio e di un rilevatore sull’altro; i diodi hanno il compito di emettere fasci di luce con una lunghezza d’onda compresa tra circa 650 e 950 nanometri, i quali, attraversando i tessuti del dito, raggiungeranno in maniera differenziata la piastra rilevatrice.

Il punto chiave del funzionamento di un saturimetro sta proprio nell’assorbimento differenziato di tali impulsi luminosi da parte dell’emoglobina ossigenata rispetto a quella non ossigenata. In particolare:

  • L’Hb ossigenata (ossiemoglobina) è in grado di assorbire le radiazioni nello spettro della luce rossa (“a cavallo” dei 650nm);
  • L’Hb non legata ad ossigeno (e tutte le altre particelle del sangue) assorbe invece lunghezze d’onda nello spettro dell’infrarosso (“a cavallo” dei 950nm).

La sonda posta su uno dei due bracci della clip rileva quindi la differenza di assorbimento (sostanzialmente analizza i fotoni che restano dopo aver oltrepassato tutte le strutture e i tessuti del dito) e la invia al processore integrato nel piccolo dispositivo che, in ultima analisi, è in grado di inferire con una notevole precisione sulla saturazione di ossigeno nel sangue periferico – abbreviabile con la sigla SpO2 – che viene restituita in maniera chiara sul piccolo monitor dello strumento.

Sempre sfruttando i principi di assorbanza, il saturimetro è in grado di analizzare la frequenza cardiaca istantanea, altro parametro interessante nell’economia della valutazione clinica di un paziente. In questo caso si sfruttano le fluttuazioni periodiche della gittata cardiaca in sistole e diastole, che generano picchi rispettivamente positivi e negativi.

Come usare un saturimetro correttamente

Definiti il funzionamento e la struttura del saturimetro, ora è importante procedere all’utilizzo dello strumento in modo corretto e cercando di ridurre al minimo gli errori “tecnici” che potrebbero – in qualche modo – viziare la misurazione.

Di seguito sintetizzo alcune pratiche fondamentali che permettono di usare un saturimetro correttamente:

  • Rimuovi lo smalto dal dito (o dalle dita) sul quale effettuerai la misurazione. Come riportato dalle linee guida e sui foglietti illustrativi dello strumento, lo smalto per unghie potrebbe infatti interferire otticamente con la misurazione della saturazione. A questo proposito, ti rimando all’interessante approfondimento effettuato dalla dottoressa Beatrice Mautino sul suo profilo Instagram @divagatrice;
  • Assicurati che le dita siano calde, soprattutto se sei affetto da patologie reumatologiche come la Sindrome di Raynaud;
  • Assicurati che le unghie siano corte abbastanza da non creare ingombro all’interno della clip del saturimetro;
  • Evita malposizionamenti che potrebbero inficiare la corretta misurazione;
  • Ripeti la misurazione anche su altre dita per avere maggiore certezza sui valori riscontrati;
  • Tieni conto di eventuali stati patologici pregressi che possono viziare la misurazione, tipo patologie del circolo periferico che determinino vasocostrizione, patologie ematologiche (tipo l’anemia), patologie respiratorie (tipo BPCO, asma, etc.) e altro.

Come si interpretano i dati rilevati dal saturimetro

Ora che hai finalmente compreso come funziona un saturimetro e ritieni utile valutare quotidianamente la tua saturazione (o perché stai attendendo con ansia i risultati del tampone, oppure perché hai notato una strana dispnea quando fai attività fisica anche moderata), non resta che capire come vanno interpretati i dati rilevati dallo strumento di pulsossimetria.

Partiamo dal presupposto che il mercato dei dispositivi medicali è estremamente ricco ed eterogeneo, ma – in linea di massima – tutti i saturimetri sono foggiati a clip, per consentire una presa salda all’ultima falange del dito (o – eventualmente – del lobo dell’orecchio). Una volta indossato, con una breve (e variabile) latenza, compariranno sullo schermo i dati di rilevazione, che sono generalmente indicati con:

  • %SpO2: la saturazione di ossigeno periferica percentuale è accompagnata da un valore numerico (espresso appunto in percentuale), che ovviamente è inferiore – o al massimo uguale – a 100;
  • PR bpm: è la frequenza cardiaca, che può avere un valore variabile.

Sul monitor sarà presente anche un piccolo indicatore della batteria residua del saturimetro.

Ma come interpretare, nella pratica, i valori riportati sullo schermo del pulsossimetro? Come avrai avuto modo di leggere, l’utilizzo del saturimetro è stato caldamente raccomandato per monitorare l’andamento della funzione respiratoria nei pazienti positivi al Covid. La particolare forma di polmonite interstiziale provocata da tale virus determina infatti una crescente difficoltà negli scambi respiratori, che si ripercuote sulla saturazione dell’emoglobina, che tenderà a scendere vertiginosamente giorno dopo giorno.

La desaturazione di ossigeno, tuttavia, si reperta in un numero molto alto di disturbi della ventilazione e della ossigenazione che configurano patologie molto eterogenee. Per questo motivo, prima di allarmarti più del dovuto alla vista di un valore di saturazione basso, è d’uopo in primo luogo ripetere la misurazione tenendo presenti i consigli che riporterò in calce a questo articolo, e soprattutto richiedere il prima possibile un consulto con il tuo medico, il quale saprà inscrivere il dato nel contesto della tua condizione clinica.

Valori di saturazione

Fatte le dovute prediche sulla necessità di affidarsi ai professionisti del settore sanitario piuttosto che alle competenze generiche acquisite sul web, è giunto il momento di parlare di “valori normali di saturazione”, perché sarebbe difficile interpretare il monitoraggio quotidiano se non si conoscessero i dati relativi alla normalità di questo parametro.

Ebbene, vengono generalmente considerati normali i valori di saturazione di ossigeno superiori a 95% (compresi tra 95 e 100%, anche se quest’ultimo valore potrebbe essere indicativo di una fase di iperventilazione del soggetto).

I valori patologici vengono invece così stratificati:

  • SpO2 compreso tra 91 e 94% indica ipossiemia lieve;
  • SpO2 compreso tra 86 e 90% indica ipossiemia moderata;
  • SpO2 inferiore o uguale a 85% indica ipossiemia grave.

Dove acquistare un saturimetro

Insomma, come avrai capito, avere a portata di dito – perdona il gioco di parole – un saturimetro potrebbe aiutarti a migliorare il monitoraggio domestico delle tue condizioni di salute. Unendo tale dispositivo a quelli già proposti nella guida che ho dedicato alla misurazione domestica della pressione sanguigna, riusciresti ad ottenere importati dati circa la tua condizione cardiovascolare e respiratoria; il che è tutt’altro che banale.

Vuoi sapere dove acquistare un saturimetro di buona qualità? Bene, se desideri acquistarlo in un negozio fisico, non posso fare altro che consigliarti di recarti in una farmacia, in un negozio specializzato nella vendita di articoli sanitari oppure, strano ma vero, da Mediaworld.

In alternativa, per gli acquisti tramite internet, ti rimando all’approfondimento che ho scritto sul – fiorente – mercato delle farmacie online. Facendo una rapida ricerca su Google, noterai come le offerte siano davvero molte; il che ti permetterà di scegliere il miglior dispositivo, in relazione anche al tuo budget. Considera poi le grandi piattaforme di e-commerce, tipo eBay e – soprattutto – Amazon, che a breve aggiungerà al parterre delle categorie di vendita anche quella dei farmaci (i dispositivi medicali sono già trattati da molto tempo).

Vuoi qualche esempio? Di seguito ti propongo i miei preferiti in vendita su Amazon:

  • Saturimetro da dito AFAC: rapido (soli 7 secondi per la misurazione) e affidabile, è particolarmente apprezzato dagli utenti per la facilità nella lettura delle misurazioni (dati riportati in verticale);
  • Saturimetro Hylogy: cordino e pratica custodia per trasporto inclusi;
  • Pulsossimetro Anapulse: custodia in neoprene inclusa e prezzo concorrenziale;
  • Saturimetro Goeco: valido e super economico, ma le batterie non sono incluse.
HYLOGY Pulsossimetro, saturimetro da dito per frequenza cardiaca e livello SpO2 con display a LED adatto, batteria, cordino e borsa per il trasporto inclusi
HYLOGY Pulsossimetro, saturimetro da dito per frequenza cardiaca e livello SpO2 con display a LED adatto, batteria, cordino e borsa per il trasporto inclusi
Pulsossimetro SPO2 dito e Cardiofrequenzimetro, cordino e custodia
Pulsossimetro SPO2 dito e Cardiofrequenzimetro, cordino e custodia
Pulsiossimetro da dito,sensore digitale di ossigeno nel sangue e pulsazioni, con allarme SPO2, per uso domestico, fitness e sport estrem
Pulsiossimetro da dito,sensore digitale di ossigeno nel sangue e pulsazioni, con allarme SPO2, per uso domestico, fitness e sport estrem

Vantaggi e svantaggi della misurazione domiciliare

Eccoci giunti al paragrafo conclusivo di questo articolo, dedicato a come misurare la saturazione di ossigeno nel sangue tramite saturimetro. Non mi resta che elencarti brevemente i pro e i contro dell’usare un saturimetro a casa.

Tra i vantaggi del possedere un pulsossimetro, inserirei:

  • Monitoraggio domiciliare della saturazione emoglobinica senza la sorveglianza stretta di un medico, elemento quanto mai importante in questi tempi di pandemia globale in cui le risorse sanitarie sono alquanto ristrette;
  • Facilità di utilizzo dello strumento e di interpretazione dei risultati;
  • Non invasività della procedura di misurazione;
  • Rapporto costo/beneficio dello strumento assolutamente appetibile;
  • Possibilità di monitorare la frequenza cardiaca.

Tra gli svantaggi, inserirei invece:

  • Rischio di misinterpretazione dei dati a causa di artefatti nella misurazione (smalto, dita fredde, malposizionamento dello strumento);
  • Difficoltà da parte dei “profani” ad inscrivere i risultati nel contesto di un quadro clinico complesso o aggravato da particolari stati patologici.

Misurazione SpO2 con smartphone e smartwatch

misurazione stress Samsung Health

Nella guida non ho menzionato la possibilità di misurare la saturazione dell’ossigeno periferica usando smartphone Android e iOS oppure smarband. Un motivo c’è: parto col dirti che i dispositivi tecnologici, per quanto possano risultare precisi, non eguagliano – ad oggi – i dispositivi medicali. Ciò non significa che siano imprecisi; più che imprecisi, li definirei più tollerabili ecco.

Fatta questa premessa, posso dirti che con qualunque smartwatch (sia questo un Apple Watch, un Galaxy Watch o un qualsiasi altro orologio intelligente con Wear OS e simili) puoi misurare il battico cardiaco costantemente (sì, anche quando dormi). È anche vero però che non tutti dispongono del saturimetro; uno dei pochi è Galaxy Watch 3 o superiore, su Tizen OS.

Samsung Galaxy Watch3 Smartwatch Bluetooth, cassa 45mm e cinturino in titanio, Saturimetro, Rilevamento cadute, Monitoraggio 40 sport, 53,8g, Batteria 340 mAh, IP68, Mystic Black [Versione Italiana]
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Per quanto riguarda gli smartphone e le app per misurare SpO2, spicca Samsung con l’app Samsung Health, che è una delle più precise (grazie anche all’accuratezza del sensore presente nei dispositivi). Puoi usare uno dei migliori smartphone Samsung per effettuare la misurazione, come S10+ o S20+. Ti basterà aprire Samsung Health, recarti nelle impostazioni dell’app, abilitare l’opzione “Saturazione dell’ossigeno”, tornare indietro e premere il pulsante “Misura”. Potrei così valutare i tuoi livelli di ossigeno nel sangue, nonché il tuo livello di stress.

Vi sono poi delle app terze che promettono di calcolare SpO2 anche in assenza del sensore apposito (ovvero del componente hardware installato sul dispositivo); chiaramente ti suggerisco di evitarle.

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