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Come reagire a critiche e provocazioni

Spesso ti capita di avere delle discussioni “accese” sul Web, magari nate da un commento lasciato sotto il post di un amico, o a seguito di qualcosa che hai pubblicato sul tuo profilo. E non sempre si tratta di conversazioni amichevoli, dico bene? Effettivamente, le reti sociali danno a chiunque la possibilità di esprimere la propria opinione, e d’altro canto, espongono gli utenti alle critiche.

Ne ho già parlato altre volte, purtroppo la sensazione di sicurezza data dall’essere “oltre uno schermo” diventa – per molti – la giustificazione per attaccare senza remore gli altri utenti, magari “soltanto” per sfogare le proprie frustrazioni. Un atteggiamento di sicuro scorretto, che va contro le logiche di internet e del digitale, e che potrebbe metterti talvolta in una situazione spiacevole. Ma che cosa si può fare in questi casi? Ho voluto rispondere alla domanda con un approfondimento. Nei prossimi paragrafi, dunque, ti spiegherò come reagire a critiche e provocazioni, soprattutto online.

Indice

Cosa rappresentano le critiche

reagire a critiche e provocazioni concetto di leoni da tastiera

Le critiche non sono negative a prescindere, anzi: una critica costruttiva è molto utile per comprendere dove abbiamo sbagliato e in cosa possiamo migliorare, sia sul lavoro che nella vita privata e nelle relazioni. Del resto, il significato di questa parola è “facoltà intellettuale che rende capaci di esaminare e valutare gli uomini nel loro operato e il risultato o i risultati della loro attività per scegliere, selezionare, distinguere […]” e le origini di questo termine risalgono al greco antico.

Di critica si parla in molti ambiti, come quello letterario, spesso dando per scontato un elemento di aperto dissenso o un tentativo di confutazione che invece dovrebbe essere assente, poiché l’obiettivo principale resta l’analisi approfondita.

Ricevere delle critiche è tuttavia un’espressione negativa: significa che qualcuno ha – più o meno apertamente – contestato il nostro operato o le nostre idee, ed è una cosa che in genere non fa piacere a nessuno, soprattutto se avviene pubblicamente o se riguarda ambiti della nostra vita ai quali teniamo molto.

Differenza tra criticare e provocare

È giusto criticare e/o essere criticati? Esprimere perplessità su idee diverse dalle nostre penso sia più che legittimo. Ma sebbene la critica in sé non sia sempre negativa, una situazione in cui sono in tanti a criticare l’operato di una persona, tutti insieme, può alla lunga risultare – molto – sgradevole. A volte succede, soprattutto attraverso i social media, magari all’interno di gruppi in cui alcuni utenti ne “costringono” un altro ad abbandonare, oppure si può essere presi di mira da qualcuno anche sul proprio profilo personale.

Sul Web, ma anche nel mondo reale, ci sono persone che provocano per il solo gusto di farlo, perché così si sentono più importanti e considerati, perché non possono prendersela con l’oggetto della loro rabbia, e allora trovano un capro espiatorio.

C’è una differenza sostanziale tra critica e provocazione: la prima può essere costruttiva, mentre l’altra è quasi impossibile che lo sia. In ogni caso, devi tener presente l’aspetto giuridico della questione: non sempre le provocazioni sono punibili per legge (anche se contengono offese), ma devono verificarsi alcune circostanze affinché lo siano; ad esempio, per considerarle tali, dovrebbero essere ricorrenti e lesive della privacy.

Consigli pratici per reagire intelligentemente

frase motivazionale non preoccuparti semplicemente vivi

Qualcuno ha mosso una critica nei tuoi confronti, tu hai reagito e – probabilmente – avete litigato. Adesso ti è rimasta una sensazione sgradevole. Questo “senso di colpa”, se così possiamo definirlo, è sollevato soprattutto dal pensiero che “si poteva fare diversamente”.

Avresti voluto gestire la situazione in modo differente, pacato, in maniera meno aggressiva e più serena. Ormai è andata così, ma la prossima volta potresti far tesoro delle seguenti indicazioni (tenendo conto del fatto che non sono uno psicologo né – tantomeno – un “maestro di vita”):

  • Analizza “da che pulpito viene la predica”. Chi è la persona che ti ha criticato? La conosci? Che rapporto hai con essa? Per quale motivo si è presa la briga di criticarti? Di cosa si occupa nella vita? Ricorda che anche solo un’antipatia – magari neppure ricambiata – potrebbe essere il motivo che l’ha spinta a parlare (o a scrivere) male di te;
  • Interpreta e valuta la critica a tuo favore. Trova eventuali positività e valuta se quanto affermato sia vero, in modo oggettivo. Potresti scoprire che – effettivamente – l’altra persona abbia ragione, potresti osservare le cose da un altro punto di vista e alla fine arrivare a pensarla in maniera diversa, proprio grazie a tale critica. Cerca di immaginare cosa avresti detto/fatto tu al posto di colui/colei che ti ha opinato, ma soprattutto prova a capire che tipo di insegnamento puoi trarre da quanto è accaduto;
  • Valuta il tuo operato in terza persona. C’è davvero qualcosa da cambiare nel tuo comportamento? Non dimenticare che spesso si parte dal presupposto di avere ragione e di non sbagliare mai, ma in realtà sappiamo bene che non sempre è così. Commettiamo molti errori, alcuni in maniera del tutto inconsapevole, e quindi, se qualcuno ce li fa notare, potremmo senz’altro beneficiarne. Valuta la critica dall’esterno e oggettivamente, in terza persona. Cerca di slegarti il più possibile dal tuo modo di pensare e fai finta di imbatterti nel tuo post o in quel comportamento “come se tu stessi dall’altra parte”;
  • Plasma la tua mente per annientare le critiche. In che modo? Non è facile né immediato, ma con un po’ di lavoro su te stesso puoi farcela. È un’arte sottile quella di non farsi problemi inutili. Per aiutarti in questo “allenamento”, ti suggerisco di acculturarti ancor più, di studiare la psiche e le dinamiche che stanno alla base dei comportamenti umani volti a criticare il prossimo;
  • Focalizza l’attenzione sui tuoi sostenitori. Perché in tanti ti seguono? Come mai molte persone ti danno dei feedback positivi? Ma soprattutto, perché ti concentri di più sui commenti negativi? Lascia correre chi non ti capisce o chi ti invidia, concentrati invece su coloro che hanno creduto in te sin dall’inizio (e, in modo oggettivo, prendi in considerazione le opinioni di quest’ultimi);
  • Ignora o ringrazia chi ti critica/provoca. Stabilisci una specie di “regolamento” (esatto, proprio come si fa sulle pagine delle reti sociali) e datti delle indicazioni per rispondere a chi sta cercando di provocarti. In genere, è meglio ignorare per evitare ulteriori reazioni, ma se proprio “vuoi dire la tua”, fallo garbatamente, senza esagerare (anche se hai ragione);
  • Rispondi a una critica costruttiva. Se si tratta di un parere che – secondo te – potrebbe aiutarti a riflettere per migliorare, allora potresti replicare. Potrebbe nascere così una conversazione utile, e perché no, l’idea per un nuovo progetto.

È necessario rispondere a una critica?

I nostri pensieri sono ben più “esposti” oggi rispetto al passato. Se frequentiamo un paio di social network e condividiamo con una certa frequenza, è probabile che i nostri post siano visualizzati/letti da un numero di persone variopinto.

Va considerata pertanto anche “l’altra faccia della medaglia”. Come su un grande palcoscenico: non si può sapere se al pubblico verrà in mente di applaudire o di lanciare pomodori, e non sempre ciò dipende da quel che si dice o si fa, né dal modo in cui lo si dice o lo si fa; possono crearsi delle antipatie “a pelle”, o per qualsiasi altro motivo. Fa parte del “gioco”.

La tua reazione, comunque, non dovrebbe mai essere spropositata. Ti piovono addosso delle critiche severe e inaspettate, che fai? Dovresti rispondere? A dire il vero – come ti dicevo prima – no: la tendenza a commentare ogni post sui social è tipica dei nostri giorni, e talvolta genera dei fenomeni sgradevoli; l’unico modo per contrastarla è restare in silenzio, o meglio, ignorare. Questa è una delle cose più sagge da fare, anche per difendersi dagli haters.

Si può cambiare chi la pensa diversamente da noi?

mano con una piuma concetto di dare il giusto peso

Questa è una domanda che ti sarai posto molte volte. Di fronte a situazioni in cui non sembra possibile trovare un compromesso, o quando qualcuno critica apertamente le tue idee, potresti voler dare delle spiegazioni nel tentativo di modificare il pensiero di quella persona.

In realtà, quando qualcuno è fermo sulle sue posizioni, non è necessario – nemmeno provare a – fargli cambiare idea. Cerca invece di dare il giusto peso alle sue parole. Mettiti in gioco con autoironia e sii sempre pronto ad accogliere le opinioni propositive; nel frattempo, non dubitare delle tue convinzioni solamente perché qualcuno ha sollevato una critica nei tuoi confronti.

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