1. Altre app

Come scaricare e usare l’app Immuni

L’emergenza causata dall’epidemia di COVID-19 ha obbligato tutti i Paesi del mondo ad attuare ampie misure di controllo delle infezioni, con una diffusione globale che, per la prima volta in tempi moderni, ha giustificato l’uso dell’espressione «pandemia»: è virtualmente possibile contrarre la malattia ovunque nel mondo, e quindi bisogna stare particolarmente attenti nel rispettare le norme imposte dalle autorità sanitarie. Queste misure, atte quantomeno a limitare i contagi, prendono il nome generico di «profilassi», e sono decise, nei rispettivi Paesi, sulla base delle risultanze mediche e di precise scelte politiche. In Italia, come in molte altre nazioni, si è deciso di sfruttare anche la tecnologia per evitare di affaticare eccessivamente il servizio sanitario nazionale con richieste di analisi non necessarie, puntando invece ad una migliore individuazione dei focolai di infezione: per questo, il Ministero della Salute ha diffuso l’app Immuni, che promette di facilitare l’individuazione delle persone che, involontariamente, sono entrate in contatto con gli individui risultati positivi al tampone.

In questa guida ti illustrerò il funzionamento dell’app Immuni sulla base delle istruzioni del Ministero e della mia esperienza personale. Vedremo inoltre come installarla su ogni dispositivo compatibile. Va da sé che i miei consigli non integrano né sostituiscono le guide del Ministero, i decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri o le indicazioni delle autorità sanitarie, cui dovrai fare costante riferimento per ogni questione relativa alla pandemia da COVID-19.

Indice

Premessa

L’epidemia da COVID-19 è particolarmente insidiosa perché il virus, che in alcune persone particolarmente fragili può causare il bisogno di un immediato ricovero in terapia intensiva, viene contratto con estrema facilità attraverso il contatto con particelle di saliva o altri fluidi corporei, sia attraverso l’aria in cui questi corpuscoli sono diffusi, che attraverso la contaminazione di oggetti entrati in contatto, a loro volta, con detti fluidi corporei infetti.

Esistono diversi gradi di probabilità d’infezione, dipendenti da fattori esterni (uso di mascherine o schermi, tempo di contatto, presenza di vento che disperde i corpuscoli infetti, sintomaticità dell’infezione, etc.) ed altri interni al nostro corpo, come la resistenza individuale, la presenza di malattie pregresse, etc.. Informati senz’altro con il tuo medico curante e con le altre autorità sanitarie preposte per conoscere le tue esatte condizioni di salute, senza affidarti a convinzioni personali prive di riscontri oggettivi.

Cos’è e perché esiste l’app Immuni

app Immuni notifiche su cellulare persone vicine

Immuni è un’applicazione per smartphone e tablet con sistema operativo iOS o Android sviluppata dal Ministero della Salute italiano. Essa non misura nessun parametro di salute individuale, e non è in grado di dirti né se tu abbia contratto il virus né, tantomeno, se tu sia effettivamente a rischio di contrarlo. Immuni serve, sostanzialmente, ad aiutare il sistema sanitario nazionale (SSN) a selezionare, su base probabilistica, le persone che sono state in contatto con dei soggetti positivi, per invitarle a fare un controllo a loro volta.

In questo modo si può limitare il numero dei tamponi, che sono molto dispendiosi in termini economici e di spreco di risorse, facendoli fare solo a quelle persone che, con maggiore probabilità, potrebbero aver contratto il virus. Se poi tali soggetti avessero veramente contratto il coronavirus e risultassero asintomatici – oppure riscontrassero dei sintomi che non necessitano di ricovero in ospedale -, verrebbero messi in quarantena e curati, in modo da limitare il contagio. Anche qui parliamo di statistiche e non di certezze: dunque, non devi avere paura o nutrire ansie rispetto alla mera installazione dell’app.

Ora ti faccio un esempio concreto del funzionamento dell’app Immuni nella vita reale, ipotizzando che tre persone, totalmente estranee tra loro, abbiano ciascuna scaricato ed installato l’app Immuni sui loro cellulari: se Giuseppe incontra sull’autobus Maria e Giovanni, due perfetti sconosciuti, e alcuni giorni dopo presenta una sintomatologia affine a quella del COVID-19, egli si recherà a fare il tampone; qualora risultasse positivo, lo indicherà all’applicazione compilando un’apposita scheda e seguendo una procedura speciale (nulla di problematico: per questa operazione verrà assistito dagli operatori sanitari, cui comunicherà di aver installato l’applicazione). A questo punto, il server di Immuni – gestito dal Ministero della Salute secondo rigidi protocolli di sicurezza – contatterà, tramite le notifiche dell’applicazione, anche Maria e Giovanni, comunicando loro che, alcuni giorni prima, hanno avuto contatti a rischio con qualcuno che è risultato positivo al tampone. In questa maniera Maria e Giovanni potranno decidere se sottoporsi a loro volta al tampone, per essere sicuri di non aver contratto il virus: non è assolutamente detto infatti né che ciò sia effettivamente avvenuto, né che lo abbiano contratto in autobus da Giuseppe. Nel caso in cui uno di loro dovesse risultare positivo, l’operazione di notifica verrebbe ripetuta ad altri soggetti; così, anche chi è entrato in contatto con Maria e Giovanni potrebbe farsi controllare ed eventualmente – se positivo – mettersi in quarantena, per evitare di contagiare altre persone e nel tentativo di “spezzare” la catena dei contagi.

Attenzione: tutto ciò non significa né che Maria e Giovanni sappiano chi sia il positivo che potrebbe averli infettati, né che possano sapere dove abbiano contratto il virus, né che possano sapere quali altre persone fossero state vicine a loro in quel momento. Infatti, Immuni è completamente anonima: l’app non conosce queste informazioni; pertanto sarebbe impossibile ricostruire uno scenario simile. Allo stesso modo, va ricordato, il solo fatto di aver incontrato una persona risultata positiva non significa minimamente che si sia contratto al cento per cento il COVID-19. L’applicazione quindi non serve a fare diagnosi, bensì ad invitare l’utente a recarsi presso le autorità sanitarie preposte per ottenere un tampone o un altro tipo di accertamento dell’infezione, in modo tale da isolare precocemente le persone risultate positive. Essa serve, insomma, a facilitare lo screening della popolazione, non a seminare il panico, né tantomeno a far credere a qualcuno di essere positivo quando non lo è: la diagnosi eventuale, infatti, sarà compiuta solo e unicamente dal medico, sulla base delle risultanze di analisi scientifiche.

Come funziona concretamente l’app Immuni

app Immuni concetto monitoraggio virus tramite Bluetooth

L’app Immuni ha un funzionamento piuttosto complesso che si basa essenzialmente sull’uso della tecnologia Bluetooth a bassa energia, senza alcun accesso a internet od ai servizi di geolocalizzazione; il fatto che su alcuni dispositivi Android, al momento di dare le autorizzazioni, venga chiesto anche di attivare il GPS è assolutamente indipendente dall’app e riguarda il funzionamento interno dei servizi di sistema. Non è chiaro, peraltro, cosa avvenga se e quando l’utente dovesse disattivare autonomamente il Bluetooth: sul sito dedicato all’applicazione, nelle FAQ, risulta chiaramente che “il Bluetooth deve essere sempre attivo per rilevare i contatti con altri utenti”; quindi, nel dubbio, tieni sempre il Bluetooth acceso da quando installi l’app in poi, per evitare di vanificarne la funzione.

Attraverso il Bluetooth, l’applicazione scambia dei codici con i cellulari/tablet vicini su cui – ovviamente – è stata installata l’app Immuni: questi codici sono casuali, vengono rinnovati periodicamente e non contengono dati sensibili (ad es. nome, età, numero di telefono, etc.); inoltre, non contengono informazioni sulla posizione, quindi non è possibile capire chi sei, con chi sei o dove ti trovi solo analizzando i codici. In caso di positività di qualcuno, i server del Ministero assoceranno i codici al tuo dispositivo e potranno dire, semmai, se in un certo lasso di tempo una persona risultata positiva (il cui nome resta ignoto) sia mai venuta in contatto con altre persone che hanno scaricato l’app, come te.

Dispositivi compatibili con l’app Immuni

Immuni è compatibile con i dispositivi Apple con sistema operativo iOS di versione pari o superiore alla 13.5. I modelli di iPhone supportati sono ad esempio 12, 12 mini, 12 Pro, 12 Pro Max, 11, 11 Pro, 11 Pro Max, Xr, Xs, Xs Max, X, 8, 8 Plus, 7, 7 Plus, 6s, 6s Plus, SE; mentre i modelli di iPad compatibili sono ad esempio Air o Pro.

Quanto ai cellulari/tablet Android, il problema è che le configurazioni hardware/software sono molto diverse (per non parlare dei produttori, tipo Samsung, Huawei, Xiaomi, Google, OnePlus, etc.): il dispositivo deve comunque avere il Bluetooth, nonché una versione di Android pari o superiore alla 6.0 (Marshmallow, API 23); inoltre, dev’essere dotato dei servizi Google, specificamente dell’app Google Play Store di versione pari o superiore alla numero 28.18.13.

Download e installazione dell’app Immuni

logo app Immuni

Su iOS, trovi l’app Immuni direttamente sullo Store di Apple (puoi seguire il link che ti darò a breve).

Su Android, invece, dobbiamo distinguere: se il tuo cellulare/tablet ha il Play Store (come di norma), vi troverai Immuni (segui il link qui sotto); se però hai un cellulare Huawei uscito da fine 2019/inizio 2020 in poi (ad esempio Huawei P40), dovrai scaricare Immuni tramite APK (pacchetto di installazione che puoi trovare su internet) e installarla manualmente.

Trovi i link ai rispettivi store digitali su questa pagina del sito di Immuni Italia. In questo caso, dopo lo scaricamento, l’installazione sarà automatica.

Configurazione iniziale di Immuni

configurazione iniziale app Immuni

Immuni non prevede la creazione di un account. Al momento dell’installazione, devi solo dichiarare di avere almeno 14 anni; se hai un’età che rientra tra i 14 anni compiuti e i 18 anni non compiuti, comunque, devi essere autorizzato dai tuoi genitori per installare l’app.

Confermata questa informazione, devi accettare all’informativa sulla privacy, nonché indicare la Regione e la relativa Provincia in cui risiedi. In séguito, ti verrà chiesto di attivare le notifiche, indispensabili per poter ricevere gli avvisi in tempo reale. Non dimenticarti, come ti ho già detto, di abilitare il Bluetooth.

Cosa succede se si disattiva l’app Immuni

opzione Disattiva servizio app Immuni

È possibile sia disinstallare l’app Immuni che disattivare il servizio, usando l’opzione “Disattiva il servizio” (disponibile nella schermata principale dell’app) oppure avvalendosi della funzione “Disinstalla applicazione” presente su iOS o Android.

Se interrompi il servizio di monitoraggio e tracciamento anonimo di Immuni, comunque, non succede nulla. Semplicemente, avrai vanificato la raccolta dei dati correlata ai tuoi spostamenti.

Altri metodi per combattere la pandemia da COVID-19

igienizzazione mani rappresentazione intuitiva

Come ti ho detto, Immuni non ti “immunizza” dal COVID-19: adotta sempre le istruzioni del Ministero della Salute riguardo l’uso della mascherina e le misure di distanziamento sociale, ma soprattutto igienizza le mani quando vieni in contatto con cose o persone. Ricordati inoltre di igienizzare gli oggetti che usi frequentemente, che presti alle persone o che compri nei negozi; vedi ad esempio la guida per disinfettare il cellulare.

Usando le giuste cautele è improbabile contrarre il virus, e presto esso sarà solo un brutto ricordo. Immuni è uno strumento proposto dal Governo – e a mio avviso valido – per velocizzare questo processo di liberazione da un terribile flagello della natura.

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