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Pagare su WhatsApp in criptovalute: introduzione

Nelle ultime settimane, ho spesso utilizzato la parola criptovaluta (che, nel caso in cui ti servisse un velocissimo ripasso, non è altro che una valuta virtuale che si basa sulla crittografia e che funziona grazie a una blockchain). Ebbene, parleremo di criptovalute anche nell’articolo di oggi, ma stavolta non in collegamento alla Finanza Decentralizzata o al mondo degli NFTs, bensì relativamente a un’applicazione che, senza ombra di dubbio, conosci e usi ogni giorno: WhatsApp.

Cosa c’entrano le criptovalute con l’app di messaggistica più conosciuta al mondo? Ebbene, sembra che, presto, sarà possibile pagare in criptomonete attraverso WhatsApp. Se sei curioso di saperne di più, mettiti comodo e procedi con la lettura.

Indice

Cos’è

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Per capire meglio in cosa consiste il pagamento in criptovalute su WhatsApp, è fondamentale fare un piccolo passo indietro. A inizio novembre 2021, Mark Zuckerberg ha annunciato l’arrivo del Metaverso (o, per meglio dire, la trasformazione in Metaverso del gruppo Facebook Inc.). Non si è trattato di un semplice rebrand: la parola Metaverso non è solo il nuovo nome della colossale azienda che possiede Facebook, Instagram, WhatsApp, Oculus e altri servizi, ma sta a indicare un nuovo universo in via di sviluppo, in cui realtà e virtuale si fonderanno sempre di più. Quasi contemporaneamente, è stato annunciato anche Novi, il portafoglio digitale collegato al Metaverso, con pagamenti effettuati utilizzando Dollari Pax (USDP), una stablecoin ancorata al dollaro USA emessa da Paxos.

Ci sei? Bene, allora facciamo un piccolo salto fino ad arrivare a oggi, quando Stephane Kasriel, il CEO di Novi, e Will Cathcart, che invece lavora per WhatsApp, hanno reso noto il lancio di un nuovo progetto pilota che consente a un numero limitato di persone di inviare e ricevere denaro virtuale all’interno delle conversazioni e dei gruppi di WhatsApp.

Come funziona

Per quanto ne sappiamo finora, lo scambio delle criptomonete su WhatsApp sarà molto semplice e intuitivo, e avverrà in modo del tutto analogo all’invio degli allegati. Come ben sai, per fare ciò è sufficiente aprire la chat e fare tap sull’icona + (se usi iPhone) o sull’icona a forma di graffetta (se usi Android), per poi selezionare la tipologia di allegato che si desidera mandare: una foto, un documento, la propria posizione, un contatto della propria rubrica. Tra le varie opzioni presenti nel menu, comparirà anche la voce “Pagamento”.

Cos’altro conosciamo di questo nuovo servizio in fase di test? Beh, che sarà totalmente gratuito; infatti, non ci sarà nessuna commissione da pagare per l’invio o la ricezione di denaro, né tantomeno per mantenere un certo saldo nel tuo conto Novi o per trasferirlo sul tuo conto bancario. Inoltre, sembrerebbe che non ci sarà nessun limite alla frequenza con cui i pagamenti possono essere effettuati.

Cosa serve

Sei curiosissimo di provare questo nuovo servizio (è comprensibile, lo sono anche io!), ma ho una brutta notizia da darti: per il momento, non puoi. Si tratta, infatti, di una prova che si sta facendo solo negli Stati Uniti e che, oltretutto, riguarda una porzione davvero piccolissima di fortunati utenti che avranno il ruolo di beta tester.

Se desideri comunque portarti avanti e iniziare a capire cosa ti servirà, in futuro, per pagare su WhatsApp in criptovalute, posso senz’altro aiutarti. Ovviamente, dovrai scaricare WhatsApp e avere un account; inoltre, ti servirà un cryptowallet chiamato Novi (c.d. Novi Wallet). Tutto qui.

Altre app di messaggistica con crypto payments

Come saprai, WhatsApp non è l’unica applicazione per i messaggi. Anche se è quella più usata, ha diversi rivali che si sanno difendere piuttosto bene e che, anzi, tante persone preferiscono per diversi motivi, specialmente legati alla privacy.

Tra le app avversarie di WhatsApp c’è Signal, che già qualche mese fa aveva iniziato a testare Signal Payments, ideata e sviluppata proprio per inviare e ricevere criptomonete attraverso un un portafogli criptato chiamato MobileCoin. Staremo a vedere come si evolverà “la sfida”!

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