1. Lifestyle

Come fotografare il cibo

Fotografare il cibo è un’esigenza che risponde a bisogni più vari, sia ludici che commerciali, e alcune persone ne hanno fatto una piacevole passione che, nel tempo, può essere sviluppata fino a raggiungere risultati di un certo livello. Come ogni àmbito legato alla fotografia, però, anche la creazione di immagini di pietanze è stata travolta dalla diffusione degli smartphone e del “fai da te” spontaneo. È inutile ricordare anche qui, come già ho fatto quando ti ho parlato delle tecniche per fotografare la Luna, che non basta avere una fotocamera spaventosamente potente, con risoluzione incredibile e altre caratteristiche ottime, se poi non si sa come usarla: esistono infatti dei metodi collaudati, e più o meno intuitivi, per ottenere con certezza dei buoni risultati.

In questa guida ti darò quindi alcuni principi generali e qualche consiglio veloce per creare delle belle immagini di cibo adatte a qualunque scopo. Parleremo inoltre delle modifiche che potrai apportare alle pietanze per renderle più fotogeniche, e dei programmi con cui potrai modificare le immagini ottenute. Va da sé che nessuno dei miei consigli deve spingerti a sprecare cibo o ad alterarlo in maniera scriteriata: considera infatti che la conservazione scorretta di alcuni alimenti, ovvero l’uso di sostanze per migliorarne l’aspetto, potrebbe renderli insalubri o immangiabili. In tutti questi casi usa il tuo buon senso, ed agisci sotto la tua piena responsabilità.

Indice

A cosa serve fare le foto al cibo?

fotografare cibo smartphone piatto pietanza

A parte l’aspetto meramente ludico, che può spingerci a fotografare il cibo solo per condividere la foto con gli amici o sui social, la fotografia professionale del cibo è una questione serissima a livello di marketing e, più in generale, di promozione dei prodotti alimentari.

Peraltro non di rado i prodotti fotografati per ragioni commerciali non sono reali: esistono infatti artisti specializzati nella scultura di cibi di cera o di materiali plastici di altra natura (resine, polimeri, etc.), che consentono di ottenere risultati più appaganti all’occhio e, soprattutto, permettono al fotografo di fare più prove e di proporre più scatti diversi ai committenti. Immagina se ti venisse chiesto di rifare la foto di un cono gelato aggiungendo un gusto in più o solo spostando leggermente l’inquadratura: sarebbe impossibile ricreare lo stesso cono adoperando un gelato vero, ma se il gelato fosse finto e realizzato con sostanze non deperibili (cera, cotone, plastica, etc.) sarebbe possibile correggere subito l’errore con un nuovo scatto, anche dopo ore o giorni.

Attrezzatura e competenze necessarie

Per fotografare il cibo a livello professionale servirebbe un apparecchio fotografico adatto, munito di obiettivi adeguati sia al contesto che al risultato che vogliamo raggiungere, ad esempio una fotocamera reflex di medio/alto livello. Nondimeno oggi vengono ottenuti buoni risultati anche con i moderni smartphone, purché – ovviamente – non ci si aspetti una qualità eccelsa (sebbene i migliori smartphone per fare foto siano capaci – talvolta – di eguagliare una reflex professionale).

In generale, comunque, le foto ottenute con uno smartphone necessiteranno quasi sempre di un ritocco tramite software, di cui ti parlerò più avanti in questa guida. A prescindere dal tipo di apparecchio usato, poi, è necessario procurare anche delle lampade, indispensabili per ottenere alcuni effetti (luci fredde o calde, colorate, etc.), nonché – eventualmente – degli sfondi colorati: quest’ultimi possono consistere anche nei tradizionali “lenzuoli” acquistabili a metro in merceria o in un negozio di tessuti, scegliendoli chiaramente tra i materiali sintetici a basso costo (purché non lucidi, o potrebbero creare degli effetti inopportuni al momento dello scatto).

Tipologie di cibo fotografabili

fotografare cibo foto di una pizza gourmet colorata arte culinaria

Anche se ti sembrerà banale esistono cibi assolutamente non fotogenici, ed altri che invece si prestano molto bene ad essere fotografati. La differenza tra le due categorie è, solitamente, la profondità: se pensi ad un gamberone o ad un’ostrica, ti accorgi subito che la loro forma consente giochi di luce e ombre che ne segnalano i volumi e le proporzioni, facilitando la creazione di immagini vivide e dall’aspetto invitante; al contrario, una pizza Margherita rischia di non rendere a dovere in foto, perché alcune caratteristiche desiderabili (odore, consistenza, etc.) non possono essere agevolmente mostrate, e la sua apparenza è per forza di cose piatta alla vista, salvo usare l’accorgimento di fotografarla con una prospettiva che esalti le forme del cornicione o del condimento (per questo, se ci fai caso, spesso in foto noti delle voluminose – quanto improbabili – foglie di basilico al centro della pizza!).

Anche il colore gioca un ruolo fondamentale: una bella passata di verdure, che dal vivo mostra tutta la sua consistenza, in foto può apparire come una massa uniforme, quasi come se fosse dipinta.

Per risolvere tutti questi problemi ti darò a breve dei consigli specifici; intanto considera che i cibi più facilmente fotografabili sono quelli con forme nette e dimensioni contenute, ad es.:

  • Pollo e pezzi di carne interi (arti, testa e simili);
  • Crostacei e molluschi con guscio;
  • Frutta, ortaggi e verdura non affettata;
  • Prodotti da forno lievitati come pane e torte, purché nella variante alta (o non bassa) e non coperti di glasse opache, che limitano notevolmente la profondità della fotografia;
  • Pasta asciutta, purché collocata in maniera adeguata secondo le indicazioni fornite di seguito.

Caratteristiche di una fotografia di cibo professionale

fotografia professionale piatto rustico rivisitato

La caratteristiche ottimali di una fotografia di cibo professionale dipendono essenzialmente dalla sua finalità, eccetto quelle minime per qualificare il lavoro, cioè la risoluzione (che deve essere abbastanza elevata da rendere utilizzabile l’immagine nei contesti appropriati) e l’esposizione.

Considera anche che assieme al cibo, salvo casi specifici (come l’uso di un fondale nero o colorato), vengono fotografati piatti e/o espositori di diversa natura, che immancabilmente faranno parte del prodotto finito, incidendo molto sull’effetto complessivo.

Trucchi per fotografare il cibo con lo smartphone

fotografare cibo con la fotocamera dello smartphone

I trucchi per ottenere una buona foto di cibo con uno smartphone sono quelli tradizionali della fotografia analogica, e si basano su di un misto di buon senso e pratica: ogni fotografo ha i suoi, e alcuni manuali specifici possono proporre alcune soluzioni tradizionali a problemi generici. Come ti ho già anticipato, in ogni caso, le immagini che vedi nelle réclame pubblicitarie sono sempre alterate in un qualche modo, sia che l’intervento concerna l’alterazione del cibo (o l’uso di cibo finto), sia che essa venga ottenuta tramite l’uso di software di photo editing.

Ma vediamo subito alcuni consigli pratici che potrai adattare di volta in volta alle tue esigenze:

  • In primo luogo considera che la foto sarà tanto migliore quanti più giochi di luce e ombre si creeranno, al fine di lasciar trasparire i volumi e le forme degli oggetti. Ciò significa che un piatto di pasta asciutta ben fotografato ha la pasta disposta in maniera tale da non far vedere (ad esempio) solo il lato lungo delle penne, ma anche gli altri lati, con un assortimento che dipende dalla luce, dal colore, ma anche dalla sensibilità ed esperienza del fotografo. Come ti ho già suggerito, in alcuni casi possono essere ottenuti ottimi risultati anche cambiando la prospettiva del piatto e/o alzandolo leggermente con una zeppa, se il contenuto non è liquido;
  • In alcuni casi, tuttavia, potrebbero verificarsi situazioni irrisolvibili: è il caso di ortaggi scuri come le melanzane, il cui colore nero-violetto, per definizione, perde la tridimensionalità al momento della foto, perché non consente di distinguere i volumi. In queste circostanze, come potrai verificare facilmente facendo una ricerca di foto on-line, si può aggirare il problema accoppiando più ortaggi assieme (ad esempio due o più melanzane, o altra frutta scura), o ancora collocandole su di uno sfondo chiaro su cui, con l’uso di una lampada, sia possibile proiettare l’ombra del frutto dando l’impressione delle tre dimensioni;
  • Una soluzione per ovviare ad immagini troppo piatte può essere anche quella di enfatizzare le forme della frutta (o del pesce) creando un “effetto bagnato” che, in presenza di una certa sorgente luminosa (che dovrai tarare in loco), creerà un riflesso luccicante molto piacevole. Per ottenere risultati migliori è possibile evitare l’acqua, che tende ad evaporare lasciando chiazze opache, per sostituirla con dell’olio vegetale (attenzione, come già detto, alla commestibilità finale, che potrebbe risentirne): se desideri servirtene, potrai spruzzarne delicatamente un po’ con uno spruzzatore, lasciandolo colare; non esagerare però, o la frutta sembrerà coperta di gelatina, come se fosse un prodotto di pasticceria;
  • Più difficile, invece, fotografare una pietanza fumante (forse è più facile adoperare con competenza un software per aggiungere il fumo in un secondo momento): una soluzione possibile, da attuare con estrema cautela nella coscienza che, dopo, il cibo non va consumato perché potenzialmente tossico, è aggiungere qualche grano di ghiaccio secco alla pietanza calda, sviluppando così un denso vapore. Anche se il ghiaccio secco trova uso in cucina per refrigerare i cibi (frutta, gelati, torte, etc.), contiene comunque anidride carbonica congelata, ergo è letale a certe dosi, e va adoperato solo in quantità modiche, in ambiente molto arieggiato. Il fumo ottenuto col ghiaccio secco è lo stesso che è possibile trovare in alcune attrazioni da luna-park o in spettacoli di prestigio, ed ha la spiccata caratteristica di scendere verso il basso, determinata dal fatto che l’anidride carbonica è più pesante dell’aria; ne consegue che, per ottenere un effetto credibile, è necessario spingerlo per qualche istante verso l’alto, soffiando mentre si scatta o usando un ventilatore a bassa potenza (possibilmente piccolo).

Come editare le foto del cibo

La modifica delle fotografie ottenute è molto complessa e non sempre dà buoni risultati senza un’adeguata preparazione, per via del rischio di alterare la credibilità complessiva dell’immagine ottenendo colori improbabili o contorni troppo netti.

A parte i noti programmi per PC e Mac, come Adobe Photoshop e Gimp (quest’ultimo gratuito e multipiattaforma), che richiedono una competenza notevole, su smartphone potresti provare Snapseed, disponibile a questo indirizzo dell’App Store (iOS) oppure a questa pagina del Google Play Store (Android), che consente facilmente di migliorare la saturazione ed il contrasto delle immagini.

Qualora invece avessi intenzione di creare un video di breve durata correlato a una pietanza, ad es. per sponsorizzare un piatto, potresti leggere il tutorial in cui spiego come montare un video tenendo conto dei consigli che ti ho appena dato.

Dove pubblicare le fotografie del cibo

Oggi i social network – in special modo Instagram – sono i luoghi virtuali dove più facilmente vengono postate immagini di cibo. Esistono tuttavia siti di fotografia stock che, tra l’altro, potrebbero esserti d’aiuto per concepire qualche bella idea compositiva per i tuoi prossimi scatti.

Ti consiglio, ad esempio, di dare un’occhiata a queste gallerie online:

Quando fotografare il cibo diventa una dipendenza

Sapevi che esiste una forma di dipendenza legata alla condivisione o alla frequentazione compulsiva delle immagini di cibo? Si chiama «Food porn», e anche se il nome potrebbe sembrare comico (e talora è usato a sproposito per indicare il semplice atto di fotografare del cibo molto appariscente), è una tendenza in forte aumento, legata soprattutto alle difficoltà di alcune persone a relazionarsi in maniera sana con il cibo.

Se hai l’impressione di nutrire un desiderio morboso di osservare o scattare foto di cibo, o hai un impulso inarrestabile a condividerle, rivolgiti senz’altro con fiducia al tuo medico, che saprà indirizzarti facilmente verso le terapie più efficaci per recuperare il tuo equilibrio interiore. In alternativa, prova a parlare con uno psicologo online (o presso il suo studio), il quale potrà aiutarti ad attenuare – o ad eliminare del tutto – tale ossessività.

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