1. Internet

Come creare e vendere NFT: la guida completa con esempi

Ultimamente senti spesso parlare degli NFT (Non-fugible token) e vuoi saperne di più sulla creazione e vendita NFT? Alcuni stanno accumulando piccole fortune partendo da capitali iniziali irrisori e vorresti provarci anche tu ma vuoi capire meglio come funziona giusto?

Ho scritto una guida completa con tutto quel che c’è da sapere sugli NFT: il mio intento è farti capire se è un tipo di attività e di investimento che fa o meno per te. Non fermarti qui però! Prima di passare all’azione, impara a padroneggiare i fondamentali legati a criptovalute, wallet dedicati e transazioni basate su smart contract, onde evitare brutte sorprese. Se ti sembrano termini complicati oppure non li hai mai sentiti, ti consiglio di dare una letta prima alla mia guida semplificata su come creare NFT.

Veniamo a noi.. immagina il mondo della block chain e degli NFT come una versione virtuale (ma con conseguenze non meno tangibili) della corsa all’oro nel vecchio West americano. Di fatto questo mercato di recente creazione è ancora una terra inesplorata e solo parzialmente regolamentata, dove abbondano le opportunità e i rischi. Bisogna dunque prepararsi e informarsi adeguatamente prima di tentare l’impresa, onde evitare di rimetterci denaro (e non solo).
Sei pronto a fare questo viaggio di scoperta con me sulla creazione e vendita NFT? Iniziamo! ;-)

 

Creazione e vendita NFT: la guida completa

Indice

Cosa serve per la creazione e vendita NFT

Il bello del mondo dei NFT è che dà possibilità davvero a tutti di giocare quasi ad armi pari: grandi investitori come piccoli risparmiatori che fanno tutto da sé. Questo non significa che non ci siano attriti all’ingresso per chi voglia creare un NFT, per lavoro, diletto o investimento.

Per creare NFT ci sono alcuni prerequisiti essenziali. Il primo, non necessario in teoria ma in pratica quasi obbligatorio, è una buona conoscenza della lingua inglese. Gran parte dei siti dedicati alla creazione di NFT e dei tutorial e delle guide che aiutano l’utente comune a informarsi e orientarsi sono infatti redatti in inglese. Con l’aumento dell’interesse per i NFT anche in Italia le cose stanno cambiando, ma dato anche il vocabolario specifico relativo al settore, è meglio conoscere in prima persona l’inglese o affiancarsi a qualcuno che lo mastichi bene.

Prerequisiti essenziali

È invece assolutamente essenziale comprendere almeno a livello base i meccanismi della block chain e delle criptovalute. La prima è il modello sulla cui base sono costruiti i NFT: non sapere cosa sia uno smart contract, cosa voglia dire minting e cosa sia una proof of work significa investire tempo e denaro in qualcosa che non si comprende minimamente. Data la rilevanza futura che queste tecnologie e relativo questo gergo occuperanno in futuro, meglio mettersi di buona lena e impararne da subito i rudimenti.

Un po’ di dimestichezza nell’utilizzo delle criptovalute (in primis Ethereum) è fondamentale per la creazione e vendita NFT: come stabilire il valore del tuo NFT ed eventualmente comprarne o venderne se non possiedi o non sai utilizzare la valuta con cui si scambiano?

Un requisito che spesso passa in secondo piano è il soggetto a cui legare un NFT: è vero che qualsiasi immagine o contenuto digitale (video, animazione, etc) può essere legato a uno o più NFT che ne sanciscono la proprietà digitale. Ma considerando che la creazione e scambio di NFT comporta delle conseguenze riguardo il tempo, l’energia e l’impatto ambientale, è bene non muoversi a caso. E’ importante creare NFT legati a contenuti di cui abbia un senso definire questa proprietà.

Proprietà di un NFT: cosa possiedi effettivamente?

Mettiamo che tu abbia scattato una fotografia incantevole di un panorama montano e voglia creare un NFT legato a quell’immagine, da tenere nel tuo wallet o da vendere. Chi possiede cosa una volta acquisito l’NFT relativo? La risposta è piuttosto complessa e in divenire, dato che la regolamentazione del settore è ancora in corso di creazione e che le possibilità di truffe e furti sono purtroppo molto alte.

Semplificando il quesito iniziale, possiamo dire che chi possiede NFT relativo alla foto non possiede lo scatto in sé. Piuttosto può attestare di possedere i diritti digitali sulla stessa. Questo significa che da qualche parte all’interno della blockchain c’è una lunghissima e complessa stringa di codice legata a quell’immagine che registra ogni passaggio di mano e cambio di proprietà del relativo NFT. Chi possiede nel proprio wallet l’ultima versione aggiornata, quella corrispondente a quella nella blockchain, può provare di possedere i diritti digitali sull’opera. Se però quella foto è disponibile online, un utente può salvarla, ripostarla, stamparla su una maglietta, senza di fatto fare nulla di male.

Cosa significa possedere NFT?

Possedere un NFT non significa che si possieda il relativo file digitale associato, tantomeno che se ne possa regolamentarne la diffusione o esigere il pagamento di somme di denaro quando questo viene utilizzato. Anzi: non è nemmeno detto che tu sia l’unico proprietario. È possibile infatti che rispetto a un contenuto digitale venga creata una serie limitata di NFT, magari numerati. Chi possiede un NFT dell’opera ha la prova del proprio possesso digitale all’interno della blockchain, ma questo non ha diretta relazione su come verrà poi usato quel contenuto su Internet o nel mondo reale.

A un NFT possono essere legati degli smart contract relativi alla sua cessione e all’utilizzo dell’opera, ma la regolamentazione del settore è così primitiva che non è nemmeno così difficile creare la copia di un contenuto già legato a un NFT e a sua volta associarvi un nuovo NFT. Sul lungo periodo è possibile immaginare che NFT e smart contract regoleranno anche l’utilizzo e lo sfruttamento di immagini e contenuti in maniera simile all’odierno diritto d’autore e copyright. Siamo comunque ancora lontanissimi da questo traguardo.

Non solo. Al momento le maglie larghe della regolamentazione di fatto rendono semplice la creazione e vendita NFT di materiale soggetto a diritto d’autore e copyright. Ma questo non significa che si possa registrare via NFT un contenuto creato da altri e poi vantarne i diritti. Prima di valutare la creazione di un NFT, chiediti sempre: ho un contenuto di cui possiedo sicuramente i diritti che valga la pena mettere sotto contratto?

Come si crea un NFT e dove?

Torniamo all’esempio della foto che hai scattato e di cui vuoi creare un NFT gratis. Non esiste una procedura unica e anzi, le piattaforme e le variabili sono pressoché infinite, ma il punto di partenza è sempre uno: possedere un wallet in cui conservare il tuo NFT o i guadagni derivati dalla sua vendita.

Se possiedi già un wallet o se devi crearne uno, ci sono molte cose a cui fare attenzione, ma la più importante di tutte è che sia compatibile con l’ecosistema in cui intendi operare. Mi spiego meglio: se vuoi creare un NFT e attribuirgli un valore in Ethereum, dovrai rivolgerti a una piattaforma che accetti wallet che gestiscono questa criptovaluta. Effettuare transazioni sulla base di criptovalute differenti è molto complesso e dispendioso, inoltre se si tenta di far dialogare due sistemi non compatibili il rischio di prendere informazioni (e quindi denaro) è piuttosto alto.

Sono tantissime le piattaforme che consentono la creazione e vendita NFT ma data la scarsa regolamentazione del mercato, è bene operare su quelle ampiamente utilizzate e già certificate. Due delle più semplici da utilizzare e delle più sicure a cui ti consiglio di affidarti sono Rarible e Solsea. Entrambe si basano su un sistema di creazione di NFT lazy minting, il che le rende molto convenienti.

Esempi di NFT

“Everydays: The First 5000 Days” di Beeple

 

Esempio NFT Everydays The First 5000 Days
“Everydays: The First 5000 Days” di Beeple

L’artista digitale Beeple aveva venduto le sue opere arrivando a fatica a 100 dollari. A marzo del 2021, la sua opera d’arte di NFT “Everydays: The First 5000 Days” è stata messa all’asta da Christie’s diventando una pietra miliare da record per gli artisti visivi a livello planetario. Questa opera è stata venduta per l’incredibile somma di 69 milioni di dollari ed è stata la prima opera d’arte NFT messa all’asta in una grande casa d’arte internazionale.

Il primo tweet di Jack Dorsey

 

Il primo tweet di Jack Dorsey
Esempio NFT primo tweet di Jack Dorsey

Il 21 marzo 2006, il fondatore di Twitter Jack Dorsey pubblicò il suo primo tweet dove scriveva “Just setting up my twttr” (tradotto significa “ho appena installato il mio twttr”). Ebbene qualcuno ha pensato di acquistare questo NFT alla cifra di 3 milioni di dollari. Il denaro ricavato dalla vendita è stato convertito poi in Bitcoin e donato a un’organizzazione di beneficenza.

Le origini di Internet

 

NFT Le origini di Internet
Esempio NFT Le origini di Internet

Lo scienziato inglese Berners-Lee ha creato un NFT che rappresenta il codice sorgente originale del World Wide Web inventato nel 1989. Il token basato su blockchain è stato venduto alla super cifra di 5,4 milioni di dollari in un’asta online della famosa casa d’aste Sotheby.

Trovi altri esempi di questo tipo in questa pagina.

Creazione NFT con sistemi lazy minting: perché conviene

Creare un NFT in sé è un’operazione che non comporta grandi spese, ma l’inserimento di una qualsiasi informazione nella blockchain è al contrario molto dispendioso. Nel gergo si dice che ad ogni input, scambio o modifica relativa a ogni informazione o transazione sia necessario “avere gas”, ovvero pagare una commissione.

Il motivo è semplice: per garantire gli standard di sicurezza della blockchain con cui le informazioni vengono “scritte” nella blockchain (mint) bisogna rivolgersi ai miner che usano potentissimi calcolatori che consumano una quantità impressionante di energia. Tanto che la creazione di NFT e l’utilizzo della blockchain è considerato da molti un’attività inquinante tutt’altro che trascurabile, che pone seri quesiti in chiave ecologica. Tutto quello che ha un costo in fatto di energia, denaro e tempo, viene ovviamente pagato.

Per questo è bene preferire siti come Rarible e Solsea. Oltre a concederti gratuitamente uno spazio per esporre i tuoi NFT, si basano sul lazy minting. Questo significa che quando crei con loro un NFT, la lunghissima stringa di codice viene generata ma non inserita nella blockchain: l’inserimento avverrà solo qualora avvenga una transazione dell’NFT, ovvero qualcuno lo compri.

Rarible e Solsea: caratteristiche e differenze

 

home page di Rarible
Home page di Rarible

Il punto di partenza di entrambe le piattaforme è la connessione di un wallet per la creazione di un account. In alto a destra nel menù di entrambi i siti c’è un pulsante “connect” dedicato. A quel punto si verrà indirizzati a una pagina di creazione del proprio profilo. Si potrà successivamente caricare il contenuto (immagine, video, gif) e rinominarlo. È possibile ma non necessario indicare informazioni aggiuntive (descrizione, numero di copie create, autore originario).

Si può poi procedere a stabilire il prezzo del NFT relativo al contenuto caricato. Se l’utente non è in grado di stabilire un prezzo a cui vendere NFT, la piattaforma suggerisce in automatico una quotazione in linea col mercato.

Il passaggio fondamentale è controllare scrupolosamente tutte le operazioni prima di creare il NFT. Una volta venduto e inserito nella blockchain infatti, ogni modifica alle informazioni relative costerà gas (una commissione). Su Solsea anche l’eliminazione di un NFT è a pagamento, con una commissione variabile che si aggira intorno ai 230 euro.

Le sostanziali differenze tra Rarible e Solsea sono due

  1. Solsea richiede una transazione iniziale per la verifica del wallet il cui costo è tutt’altro che indifferente: può arrivare anche a 500 euro. Significa che bisogna avere nel proprio wallet abbastanza criptovaluta per fronteggiare questa spesa. Il prezzo della transazione iniziale è dato da quanto cosa il “gas”, quindi si può monitorare la fluttuazione dei prezzi di transazione dell’Ethereum (su siti come ethgasstation.info) e scegliere il momento migliore per aprire un account.
  2. Rarible invece non richiede questa onerosa verifica. Inoltre consente di scegliere se creare un singolo NFT o multipli relativi a un singolo file.

Entrambi i siti mettono a disposizione dell’utente uno spazio in cui organizzare le proprie collezioni di file in cui vendere i NFT. Alla vendita di ogni NFT, entrambi i siti trattengono una commissione del 2,5% circa di ogni transazione.

Come vendere un NFT e quanto si guadagna?

Persona impegnata in creazione e vendita NFT

Una volta creato un NFT con il sistema del lazy minting, di fatto si ha un NFT ancora non presente sulla blockchain ma pronto ad essere caricato in caso di vendita. Qui comincia la parte difficile: trovare un acquirente disposto a comprarlo.

Data la bassa soglia d’ingresso – economica e tecnica – tutti i market di NFT sono affollatissimi di creatori desiderosi di creare e vendere NFT relativi ai propri contenuti. La parte difficile è emergere dalla marea di contenuti che ogni giorno viene postata, magari investendo capitale nella sponsorizzazione dei propri contenuti e NFT associati.

Anche prodotti di eccezionale qualità e unicità faticano a trovare il proprio spazio nel mercato degli NFT. Ci sono tante storie di successo, certo, ma spesso sono legate ad artisti affermati, fenomeni speculativi incontrollabili, contenuti relativi a giochi online basati sul sistema del NFT per la creazione di personaggi, armi e altri oggetti relativi al gioco.

Aspettative realistiche

Questo vuol dire che è bene avere aspettative realistiche sulla creazione e vendita NFT e non immaginarsi di vendere da un giorno all’altro i propri NFT ricavandone enormi profitti, non senza un serio lavoro e una bella dose di fortuna. Non è però impossibile “piazzare” un NFT.
Nel caso succeda si riceverà il prezzo stabilito dall’inserzione (o raggiunto durante l’asta in caso si sia scelta questa strada), al netto ovviamente dei costi di transazione e della percentuale trattenuta dalla piattaforma scelta.

Molti NFT vengono creati in abbinamento con uno smart contract che sancisce che a ogni passaggio di proprietà dello stesso, il creatore del NFT riceva una commissione sul prezzo finale. Il presupposto è che più un NFT viene scambiato e più aumenta di prezzo, più chi lo ha creato riceverà pagamenti in criptovalute. Si tratta però di NFT più complessi e onerosi da realizzare e di un fenomeno che riguarda una piccola parte del NFT presenti sulla blockchain.

Pubblicità