Quanto guadagnano i gamer italiani più pagati?

Le entrate dei gamer italiani possono variare notevolmente a seconda del loro livello di competenza, della popolarità e del successo nei giochi, nonché della loro presenza online attraverso piattaforme di streaming o contenuti su YouTube e altri social media. Alcuni giocatori professionisti in Italia possono guadagnare cifre considerevoli grazie a contratti di sponsorizzazione, partecipazioni a tornei, vincite di premi e guadagni tramite pubblicità online.

Per quanto riguarda gli esports più remunerativi, i giochi più popolari e competitivi tendono ad avere i premi più alti e le scene più lucrative. Alcuni degli esports più remunerativi includono:

  1. League of Legends: Con uno degli ecosistemi più sviluppati e competitivi negli esports, League of Legends offre premi significativi ai giocatori professionisti, specialmente durante eventi come il Campionato del Mondo.
  2. Dota 2: Dota 2 è noto per il suo ricco circuito di tornei e per il premio del Campionato Internazionale (The International), che spesso supera i 30 milioni di dollari.
  3. Counter-Strike: Global Offensive (CS:GO): CS:GO è un altro gioco con una scena competitiva ben consolidata e numerosi tornei importanti che offrono premi sostanziosi.
  4. Fortnite: Fortnite ha guadagnato popolarità e successo negli ultimi anni, con tornei e competizioni che offrono premi significativi.
  5. Valorant: Valorant è un gioco relativamente nuovo, ma ha già guadagnato popolarità nel mondo degli esports, con tornei che offrono premi considerevoli.
  6. PUBG (PlayerUnknown’s Battlegrounds): Anche PUBG ha una scena competitiva attiva con tornei che offrono premi in denaro ai giocatori di alto livello.

In questo articolo scopriremo quanto guadagnano i gamer italiani e quali sono i giochi più remunerativi. Se stai pensando di diventare un pro player, puoi leggere la mia guida per diventare un gamer professionista.

Quanto guadagnano i gamer italiani e quali sono i giochi più remunerativi?

Stipendi dei gamer: Italia vs resto del mondo

Gli introiti dei gamer professionisti italiani sono ancora bassi rispetto a quelli dei gamer sparsi nel mondo. In generale, lo stipendio dipende dal gioco in questione, dal circuito e anche dalle sponsorizzazione partnership.

Il continente più remunerativo è l’America dove gli stipendi dei giocatori oscillano tra gli 80 e 120 mila dollari annui. Di seguito, troviamo i giocatori europei, i cui guadagni si aggirano intorno ai 60-90 mila euro annui. Anche gli stipendi dei gamer orientali, rappresentati soprattuto da giocatori cinesi e coreani, si aggirano intorno alle stesse cifre.

Come guadagnano i gamer italiani?

Quello degli esports e dei videogame è un settore multimiliardario. Molti pensano che i gamer professionisti si guadagnino da vivere solamente attraverso tornei e competizioni, ma non è così. Nelle prossime righe cercheremo di capire come guadagnano i gamer italiani e internazionali.

I gamer più popolari, come l’americano Richard Tyler Blevins meglio conosciuto come Ninja, guadagnano principalmente dalla loro attività di influencer. Ninja, per esempio ha guadagnato 17 milioni di dollari nel 2019 di cui solamente 100 mila derivano da vittorie registrate durante competizioni e tornei. Richard ha un enorme seguito su Youtube (23 milioni di iscritti) e Instagram (15 milioni di follower) che ha attirato l’interesse di grossi brand e i media. Inoltre, i contratti di sponsorizzazioni sono una parte importante degli incassi dei pro player.

Gamer o influencer?

Un’altra fonte di reddito per i giocatori sono gli stessi spettatori. Grazie alla diffusione di piattaforme come Twitch e Mixer, gli appassionati possono effettuare delle donazioni oppure sottoscrivere ad un abbonamento premium per guardare i loro giocatori professionisti preferiti. I pro player diventano streamer e guadagnano indirettamente grazie agli esports. Ti consiglio di leggere il mio tutorial su come streammare su Twitch.

Lo streaming degli esports vede ogni giorno circa 500 mila spettatori fissi che visitano i canali dei loro videogiocatori preferiti per guardare gli allenamenti. Tra abbonamenti, donazioni e ricavi da partnership, i giocatori più noti guadagnano circa 150 mila euro l’anno.

Con quali giochi e esports si guadagna di più?

Gli ultimi anni sono stati incredibili per il mondo del gaming competitivo soprattutto per i montepremi di competizioni e tornei. Inoltre la quantità del premio è direttamente proporzionale alla popolarità del gioco: più la cifra è alta, più lo sport è popolare. Ecco quali sono i giochi e esports dove si guadagna di più:

League of Legends

League of Legends o LoL è uno degli esport più popolari al mondo anche se il suo montepremi è modesto rispetto ad altri: le stime parlano di $7,3 milioni distribuiti tra i vari vincitori. Il team campione del mondo EDward Gaming ha vinto “solo” mezzo milione di dollari circa.

Fortnite

Il montepremi di Fortnite ammonta a circa $9,5 milioni anche se sembra piccolo rispetto all’enorme popolarità e seguito del videogioco. I tornei sono molto competitivi poiché il bacino d’utenza del gioco è molto vasto.

Arena of Valor

Probabilmente non avrete mai sentito parlare di Arena of Valor, gioco molto popolare in Cina e Taiwan. Come League of Legends, AoV è un MOBA che viene giocato su Nintendo Switch o dispostivi mobile. Il videogioco è stato sviluppato dagli stessi creatori di Pokémon Unite.

Il montepremio di $12,3 milioni è destinato a salire poiché il gioco sarà presente ai Giochi asiatici indoor e di arti marziali nel 2023 e verrà incluso nei campionati di Honor of Kings nel 2022.

PUBG Mobile

PUBG Mobile ha dato il via al genere dei battle royale e rimane ancora oggi un videogame con fan sparsi in tutto il mondo. La versione mobile è una delle app più popolari nei paesi asiatici. Il montepremi ammonta a circa $14,5 milioni.

PUBG: Battlegrounds

Alla versione mobile segue quella originale su PC che ha battuto la controparte in termini di montepremi: le cifre si aggirano intorno ai $16 milioni.

CS:GO

CS:GO non poteva mancare nella lista dei giochi e esports dove si guadagna di più. Il gioco ha ricominciato a riempire gli stadi soprattutto nel Nord Europa e ha messo a disposizione un montepremi di $21 milioni.

Dota 2

Il gioco con il montepremi più alto è Dota 2: circa $47,2 milioni. Ciò che ha permesso a Dota 2 di avere uno dei montepremi più alti sono le donazioni messe dai fan. Infatti, nell’ultima edizione del torneo il publisher ha investito circa $1,6 milioni mentre gli appassionati hanno messo i restanti $38,4.

Chi sono i gamer italiani più pagati?

Secondo esportsearnings, sito che stima i guadagni dei giocatori di esports a livello mondiale. Ecco la classifica dei 5 giocatori italiani più pagati:

  1. Reynor (Riccardo Romiti) ha guadagnato $513,905.28 con StarCraft II;
  2. Andrea Mengucci ha guadagnato $332,300 con Magic: The Gathering Arena;
  3. stermy (Alessandro Avallone) ha guadagnato $238,642.15 con Painkiller;
  4. Ettorito97 (Ettore Giannuzzi) ha guadagnato $212,882.05 con Pro Evolution Soccer;
  5. Fabss (Fabio Nardelli) ha guadagnato $145,387.44 con World of WarCraft.

La classifica include esclusivamente gli introiti che i videogiocatori hanno guadagnato durate le varie competizioni. Non sono inclusi gli incassi che derivano da sponsorizzazioni, pubblicità o altre attività.

Perché gli stipendi dei gamer sono così alti?

Ti stai chiedendo perché gli stipendi dei gamer sono così alti? È una domanda che si pongono in molti sopratutto chi pensa di diventare un gamer professionista e vuole capire da dove arrivano tuti questi soldi.

Nel corso degli ultimi anni il mondo degli esports ha subito una forte espansione passando da un fenomeno di nicchia fino ad attirare l’attenzione di milioni di persone, tra cui gli stakeholder, brand e sponsor. Si è verificato una continua iniezione di investimenti nel settore che ha portato sempre più introiti. Inoltre, con l’espansione dell’internet e un aumento del bacino d’utenza ha fatto si che portasse molti guadagni e soldi che ora le grandi aziende investono sui pro player.

Nascita e sviluppo del pro gaming in Italia

Se pensi che il pro gaming sia un prodotto del ventunesimo secolo ti sorprenderà sapere che la prima competizione basata su un videogioco di cui si ha notizia si tenne il 19 ottobre 1972 all’Università di Stanford in California organizzata con l’ausilio della nota rivista “Rolling Stone“. Gli studenti si sfidarono nelle “Olimpiadi Intergalattiche di Spacewar” per aggiudicarsi un abbonamento annuale alla rivista organizzatrice. Spacewar è il primo videogioco mai realizzato sviluppato 10 anni prima dalla Massachusetts Institute of Technology (MIT).

I primi tornei

I primi campionati nacquero con la diffusione delle prime console casalinghe e i coin-op ovvero i videogiochi da bar o da sala giochi a moneta. Nel 1980, Atari organizzò il primo torneo di “Space Invaders”. Al torneo parteciparono oltre 10 mila giocatori da tutti gli Stati Uniti: si trattò del primo evento di esports di grande scala.

Nel 1984 in Italia fu creata l’AIVA (Associazione Italiana Video Atletica) che aveva il compito di scovare e premiare i migliori gamer italiani. Nei tornei organizzati da questa associazione, si poteva gareggiare tramite videogiochi arcade appena usciti sul mercato.

Gli anni ’90

In Italia, i primi tornei di esports furono organizzati alla fine degli anni ’90. Qualche giornale specializzato promuoveva tornei locali tra amici. Il vero primo campionato professionistico fu organizzato nel 1997 e fu chiamato Cyberathlete Professional League.

La ribalta negli anni 2000

Nel 2001, i giocatori italiani poterono partecipare alla seconda edizione dei World Cyber Games in Corea. Da quel momento, i giocatori italiani conquistarono molte medaglie nelle competizioni internazionali. Sulla onda del loro successo sono iniziati anche i primi tornei nello Stivale.

Gli sviluppi più recenti

Sulla scena italiana dal 2014 operano i Giochi Elettronici Competitivi, riconosciuti anche dal CONI, che gestisce il movimento sport elettronici nel territorio nazionale. Il primo campionato italiano si è svolto nel 2016 al Fiera Romics con il titolo “League of legends”.

Dal 2020 il CONI sta lavorando per riconoscere gli esports come una vera e propria attività sportiva. Il sogno è quello di vedere ancora più italiani ai Giochi Olimpici.

Autore
Giulia Busellato
Sono appassionata di viaggi, tecnologia, libri e radio. Ho collaborato con siti come L'Eco Vicentino, Notizie.it e Impulsemag.it. Il mio sogno nel cassetto è girare l'Europa in un camper domotico ed elettrico insieme al mio cane "Google".

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